Prosegue la carrellata di incontri promossi dalla scuola di Formazione Politica tranese “Pol_etica”. Ieri sera presso l’auditorium San Luigi di Trani, insieme al presidente di “Pol_etica (e moderatore dell’incontro) Paolo Tortosa, all’avv. Giuseppe Tempesta nonché fondatore della scuola medesima e all’assessore regionale alla qualità del territorio prof. Angela Barbanente si è deciso di focalizzare l’attenzione sull “Art. 9 della Costituzione: La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”
A tal proposito, sono stati presi in esame la legge regionale n. 17 del 2013 (Disposizioni in materia di beni culturali) e il nuovo Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR) di recente attuazione e che ha sostituito il vecchio Piano Urbanistico Territoriale.
Nonostante la crisi economica che dal 2008 attanaglia l’intera Europa, in Puglia si regista un flusso turistico ( soprattutto di gitanti stranieri) in graduale aumento, e ciò denota quanto sia importante se non fondamentale “proteggere” e tutelare il nostro patrimonio artistico culturale, vero “petrolio” – cosi come l’ha definito lo stesso Tempesta – per il nostro sviluppo territoriale.
“Trani – ha precisato Tempesta – è in declino per quel che concerne la tutela e la valorizzazione dei propri beni culturali, forse ciò è dovuto anche ad una scarsa attenzione da parte della politica locale. Tuttavia da punto di vista giuridico, il fatto che la Costituzione preveda tra i suoi principi fondamentali la tutela del patrimonio artistico nazionale deve farci riflettere sull’importanza che riveste quest’ultimo nel nostro ordinamento, difatti quella italiana è una delle poche Costituzioni che prevede appunto all’art. 9 la tutela del patrimonio artistico culturale. Una tutela finalizzata alla conoscenza, di cui si fa carico lo Stato (art. 9 ) ma che delega alle Regioni il compito della Valorizzazione dei beni culturali di propria competenza (cosi come previsto dall’art .117 della Costituzione). Ritornando all’art. 9 esso fa espressamente riferimento allo Stato persona e non inteso solo come Ordinamento, perciò l’intera collettività deve impegnarsi per la valorizzazione e la tutela del proprio patrimonio, una tutela da intendersi come sistematica e preventiva per la conoscenza delle future generazioni. Ma è importante fare una distinzione tra tutela e valorizzazione , quest’ultima non deve solo intendersi come mera gestione economica asservita al mercato: qui a Trani, ad esempio, il nostro commissario prefettizio vuole far gestire ad un privato la gestione di Palazzo Beltrani. Pertanto – ha concluso l’avvocato nonché appassionato d’arte – l’art. 9 resta una norma incompiuta in quanto dovrebbe altresì prevedere una vera e propria alfabetizzazione per gli italiani affinché tutti sappiano tutelare e valorizzare al meglio la proprietà collettiva del nostro patrimonio artistico culturale.”
Un impegno civile l’ha definito piuttosto l’assessore regionale Barbanente, ribadendo il concetto di tutela e valorizzazione. “La legge regionale n. 17 del 2013 è una normativa ben aggiornata – ha affermato l’assessore – non tutte le regioni italiane ne hanno una aggiornata come la nostra ad esempio in Piemonte la legge ad hoc per la valorizzazione dei beni culturali risale addirittura agli anni ’70. La valorizzazione è di competenza prettamente regionale ma valorizzare e tutelare sono al contempo due “facce della stessa medaglia” e non può esserci tutela senza conoscenza. Pertanto intendere la valorizzazione solo come una gestione meramente economica dei beni è a mio avviso molto riduttivo, essa deve piuttosto intendersi come possibilità di riconoscimento del Valore sociale dei nostri beni culturali. Con la legge regionale del 2013 abbiamo voluto superare quell’atteggiamento o concezione di “proprietà” dei beni. Il paesaggio è costituito anche dal patrimonio culturale e in questo ben si coniuga quanto disposto dal nuovo PPTR: esso prevede la tutela di ben 11mila beni culturali (compresi trulli e masserie) presenti sul nostro territorio. Trovo assurdo – cosi come già accennato da Tempesta – un approccio “economicistico”, è sbagliato valutare un bene solo in base a quanto esso possa fruttare in termini di introiti. Bisogna piuttosto puntare sulla conoscenza arricchendo il quantum culturale della popolazione, cosi come già accade in altre realtà europee. La Regione ha investito molte risorse per la valorizzazione e promozione del territorio, l’ha fatto ad esempio con “Apulia Film Commission”. Trovo peccaminoso chiedere cifre esose a coloro che vogliano ad esempio usufruire della bellezza di Castel del Monte girando dei film all’interno del maniero, cosi come è assurdo non poter fotografare le bellezze artistiche presenti nei musei, ciò di certo non incentiva il valore sublime della conoscenza e della valorizzazione del territorio. Il nostro nuovo PPTR è innovativo e tiene conto di quanto previsto dal Codice dei beni culturali e dalle disposizioni dell’Unione Europea, inoltre sono previsti progetti di riqualificazione della fascia costiera mediante un protocollo d’intesa con la sesta provincia. Ulteriori progetti in programma prevedono anche un “patto città campagna” affinché si arresti il cosiddetto “consumo del territorio” rafforzando allo stesso tempo il ruolo multifunzionale delle attività rurali perché queste non solo producono paesaggio, ma hanno altresì un ruolo educativo e didattico oltre che terapeutico (ad esempio le masserie didattiche). Ma per avviare tali progetti, è importante che gli enti locali riescano a reperire razionalmente i finanziamenti previsti nella nuova programmazione comunitaria 2014-2020. Il Pubblico (inteso come enti pubblici) non ce la può fare da solo – chiosa concludendo la professoressa – bisogna coinvolgere le associazioni che molto spesso sono formate da privati, che per essere coinvolte nei progetti previsti dal PPTR e nella tutela e valorizzazione del paesaggio cosi come dei beni culturali, non debbano avere solo ed esclusivamente un interesse puramente economico. Il paesaggio si produce anche “socialmente” cito a tal proposito gli ecomusei. La costruzione “sociale” del paesaggio prevista dal nuovo PPTR richiede pertanto, un buon intervento delle comunità locali.”
Dora Dibenedetto


