Intervista al parapsicologo Dinicastro: “Un sogno” se per Barletta si creasse un centro di eccellenza mondiale per la ricerca dei fenomeni Psi.

Come si può trovare una risposta agli enigmatici fenomeni “anomali” popolarmente noti come “paranormali”? A tutto questo pare possa dare una pragmatica nonché scientifica spiegazione  la Biopsicocibernetica, ovvero “un nuovo paradigma scientifico interdisciplinare che studia l’uomo e le interazioni che intrattiene, in linea generale, con l’ambiente in cui vive”.

Ad illuminarci su questa neo disciplina,  Michele Dinicastro, uno dei massimi esperti di parapsicologia, da sempre interessato agli studi etno-antropologici, laureando in  Scienze Antropologiche presso l’Università di Bologna, nonché  co-fondatore del Laboratorio Interdisciplinare di Ricerca Biopsicocibernetica, istituto a Bologna nel 2001 con il compianto Dr. Enrico Marabini, anch’egli ricercatore di fama internazionale nel campo della parapsicologia.  Dinicastro 3

Dinicastro  è  un apprezzato relatore in conferenze pubbliche nazionali ed internazionali presso importanti istituzioni in campo parapsicologico, come la Fondazione Biblioteca Bozzano-De Boni di Bologna,  ed è spesso ospite di importanti trasmissioni televisive di reti nazionali ed internazionali, ma è anche  stato protagonista, in qualità di parapsicologo, nella prima serie del fortunato programma televisivo “Presenze” sulle reti SKY. Ha all’attivo circa 120 lavori scientifici pubblicati su importanti riviste italiane e straniere del settore ed è autore del  “Manuale Teorico-Pratico di Ricerca Biopsicocibernetica”  (edito 2014),  scritto a quattro mani con lo stesso Dr. Enrico Marabini (un unicum nel panorama bibliografico italiano, fino ad oggi privo di opere didattiche sulla corretta metodologia scientifica per lo studio del controverso mondo dei fenomeni psichici “anomali);  attualmente è impegnato in  “un Indagine etno-antropologica sulle tradizioni magico religiose appartenenti alla cultura  del nostro territorio”  un analisi che  verrà pubblicata in un libro  di prossima pubblicazione.

Di recente (lo scorso 24 gennaio 2015) lo stesso Dinicastro è stato ospite del centro Yoga “l’Onda Del Respiro” di Barletta, presso il quale ha  tenuto un incontro/dibattito intitolato: “Le relazioni tra Scienza e Coscienza: indagine sui misteriosi fenomeni della psiche e loro interpretazione alla luce delle recenti scoperte scientifiche”.

  • Perché ha scelto  il centro Yoga come luogo dove tenere il suo incontro? Che analogia sussiste tra lo yoga e la Biopsicocibernetica?

 Perché conosco bene Maria Rosaria, titolare del centro presso cui pratico  Yoga da qualche tempo e conosco, inoltre, il suo interesse negli studi della mia disciplina. Per gli studiosi di Biopsicocibernetica lo Yoga è una straordinari metodica che consente di studiare le strutture energetiche che possono concretizzare la fenomenologia Psi (parapsicologica): ad esempio i sette Chakra.  In questi centri, collegati a plessi nervosi e ghiandole endocrine, risiedono forze psichiche che la tradizione indiana ha poi divinizzato e personificato e che noi indaghiamo con strumenti di rilevazione dell’informazione bioenergetica. Ad ogni modo, anche nell’ambito culturale cristiano abbiamo una tradizione simile o apparentabile a quella yogica, mi riferisco all’Esicasmo. Si tratta di una forma di meditazione profonda, detta anche preghiera del cuore, che da secoli praticano i monaci dell’oriente cristiano. Oggi è ancora praticato dai monaci in Grecia sul monte “Atos”. Tra la fenomenologia che queste pratiche favoriscono vi è, ad esempio, l’OBE (Out of Body Experience), ovvero le esperienze fuori dal corpo, cioè la fuoriuscita della coscienza dal corpo fisico.  Del resto, la meditazione a cui la pratica dello yoga da ampio spazio, favorisce specifici stati modificati di coscienza, grazie ai quali ci connettiamo al nostro inconscio e lasciamo emergere la cosiddetta “Informazione extrasensoriale” a cui la Biopsicocibernetica è particolarmente interessata.

dinicastro incontro yoga 1 dinicastro incontro yoga

 

  •  Da quanto tempo si occupa dello studio di questi fenomeni?

Per me è una passione a cui ho dedicato 35 anni della mia vita,  studiando tutto quel che concerne i già citati  Fenomeni d’Interazione Psi (dalla lettera greca Y con la quale principia la parola psiche). Dal 1996 al 2001 ho anche ricoperto a questo fine il ruolo di ricercatore nel Dipartimento di Ricerca del Centro Studi Parapsicologici di Bologna. In seguito, col proseguire delle ricerche nel Laboratorio Interdisciplinare di ricerca Biopsicocibernetica, ho avuto l’onore di entrare a far parte della prestigiosa Parapsychological Association, entrando poi nella ristretta rosa dei Full Member dal 2008. Per undici anni ho anche diretto la Sezione Ricerca del Laboratorio Interdisciplinare di Ricerca Biopsi­cocibernetica, istituzione di cui, come accennato, sono co-fondatore. Inoltre, sono stato  co-docente nei corsi di Biopsicocibernetica presso il IV Dipartimento di filosofia, psicologia, sociologia e pedagogia dell’Università Aperta di Imola.

  • Può accennarci qualche aneddoto in merito alla storia di questa suggestiva disciplina?  E cos’è che differenzia la parapsicologia dalla Biopsicocibernetica ?

La parapsicologia moderna nasce negli anni ‘20 del 1900 in America con J.B. Rhine, ma venne ufficialmente istituita  nel 1953  in occasione dello storico congresso Internazionale di Utrect (Olanda), in cui fu deciso di adottare il termine Parapsicologia invece della locuzione Ricerca Psichica. Rispetto alla parapsicologia, la  Biopsicocibernetica (che non è un sinonimo di quest’ultima) ha uno spettro di interessi ben più ampio ed adotta un approccio quali- quantitativo che la differenza notevolmente. Noi ci occupiamo, infatti, dello studio dell’interscambio energo-informativo tra sistemi biopsichici e l’ambiente.  In sostanza la parapsicologia studia solo i fenomeni PSI mentre la  Biopsicocibernetica (che si struttura su una concettualità psicosintetica che vede l’uomo strutturato su tre livelli: biologico, psichico e spirituale)  non dimentica anche i fenomeni transpersonali e dunque spirituali

  •  Accennava ad un approccio quali- quantitativo della Biopsicocibernetica, difatti durante il suo dibattitto tenutosi presso ”L “Onda del respiro”, ha fatto cenno alla “ meccanica quantistica” o meglio: “Cosa sappiamo oggi della coscienza? la meccanica quantistica può aiutarci a comprenderla? Cosa può dirci la scienza sulle strutture energetiche invisibili dell’uomo?” Dunque può spiegarci in breve di cosa si tratta?

Tutto nasce dalle sorprendenti analogie che gli studiosi hanno riscontrato tra fenomeni quantistici (la meccanica quantistica spiega i fenomeni atomici e subatomici) e fenomeni Psi. La meccanica quantistica sembra riesca a spiegare  perfettamente o direi elegantemente il verificarsi di tutta una gamma di fenomenologie “anomale” che presentano, ad esempio, dinamiche “non locali”, ovvero collegamenti tra sistemi che contraddicono la relatività di Einstein perché superluminali. Immagini che secondo l’eminente fisico britannico Brian Josephson, premio nobel per la fisica nel 1973, la meccanica quantistica in sé fornisce le maggiori prove della realtà dei fenomeni psi. Faccio presente che le prove sperimentali raccolte a livello mondiale sulla realtà dei fenomeni Psi sono incredibili. Si pensi che in un lavoro scientifico pubblicato sulla prestigiosa Foundation of Physics (Vol.19, N.12, 1989) dal dott. Dean Radin, è emerso che La probabilità di casualità di emergenza di fenomeni di interazione mente-materia risulta pari ad 1 sua cento milioni di miliardi di miliardi di miliardi…

  •  Che rapporto ha la Biopsicocibernetica con il mondo ecclesiastico?

 La Chiesa è da sempre interessata agli studi scientifici dei miracoli, ecco perché istituisce commissioni scientifiche per determinare l’attendibilità o meno di questa fenomenologia. Addirittura In Italia nel 1969 viene istituita, presso l’Accademia Alfonsiana di Roma, che dal 1960 fa parte della Facoltà di Teologia della Pontificia Università Lateranense e può rilasciare diplomi di Licenza e Dottorato in Teologia Morale, la cattedra di “Psicologia Clinica e Paranormologia” diretta, fino all’anno 2000, da Padre Dr. Andreas Resch. Tutto ciò non deve meravigliare, in quanto scienza e religione non sono affatto antitetiche, del resto lo stesso padre della scienza moderna, Galileo Galilei, affermava che scienza e religione dicono la stessa cosa, ma con linguaggi diversi.

  • Recentemente Lei auspicava la possibilità di poter avviare qui a Barletta, sua città natale, il Laboratorio Interdisciplinare di Ricerca Biopsicocibernetica o una struttura simile, volendo creare nella città della Disfida, un centro di eccellenza Mondiale per la ricerca scientifica nell’ambito dei fenomeni Psi, ha già individuato dove, quando e con chi poter avviare questo percorso?

Questo per me è un sogno che mi auguro si realizzi, fra l’altro devo dire che ho già ricevuto la disponibilità di scienziati e studiosi pugliesi di livello accademico che sarebbero ben felici di intraprendere un percorso di ricerca rigoroso qui da noi. Ritengo che qui vi siano professionalità inespresse che afferiscono i più disparati campi delle scienze e che meriterebbero di essere valorizzate a livello mondiale. Le potenzialità sono altissime!

 

 

 

 

 

 

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