Intervista a Magdi Cristiano Allam intervenuto a “Libri nel borgo antico”

A pochi giorni dalla chiusura della kermesse culturale “Libri nel borgo antico”  tenutasi nella vicina Bisceglie dal 25 al 27 agosto scorsi,  ho ritenuto opportuno  porre  alcune domande ad uno degli autori più illustri intervenuti in piazza Castello nel corso della prima serata; si tratta  di  Magdi Cristiano Allam, che lo scorso 25 agosto ha presentato a Bisceglie il suo libro “Io e Oriana” (riferendosi alla Fallaci).

allam

Magdi Cristiano Allam  è  un giornalista (dal 2011 è editorialista per “Il Giornale”), politico e scrittore egiziano naturalizzato italiano. Nato al Cairo nel 1952 è  cittadino italiano dal 1986. Da musulmano per 56 anni ha creduto in un «islam moderato», fino a quando non è stato condannato a morte sia da terroristi islamici sia da sedicenti “musulmani moderati”. Nel 2008 ha aderito al cristianesimo ricevendo il battesimo da Papa Benedetto XVI. Nel 2013 si è dissociato dalla Chiesa di Papa Francesco per la sua legittimazione dell’islam e per la promozione dell’islamizzazione demografica dell’Europa. È stato il primo giornalista a subire un procedimento disciplinare per «islamofobia» da parte dell’Ordine Nazione dei Giornalisti e a vincerlo, facendo trionfare il principio che è lecito criticare l’islam. Ha denunciato il «Jihad by Court», la Guerra santa islamica attraverso i tribunali, una persecuzione giudiziaria che subisce per impedirgli di scrivere e di parlare dell’islam. Tiene conferenze, ha scritto 15 libri su islam e immigrazione, è editorialista del Giornale. Ha fondato l’Associazione «Amici di Magdi Cristiano Allam»  www.magdicristianoallam.it per diffondere un’ informazione corretta, riscattare la certezza e l’orgoglio di chi siamo, tornare a essere pienamente noi stessi a casa nostra.

A Bisceglie ha presentato il suo penultimo libro (l’ultimo è stato pubblicato di recente intitolato  “Maometto e il suo Allah”)  dedicato alla nota e ormai compianta  giornalista fiorentina Oriana Fallaci, l’unica che,  come sostiene Allam, aveva già previsto le stragi che oggi purtroppo  stanno straziando il cuore dell’Occidente e dell’Europa in particolare.

  • Con gli attacchi terroristici dell’ultimi periodi, stiamo vivendo la terza guerra mondiale (come Lei stesso ha definito in uno dei suoi libri intitolato “Islam,  siamo in guerra”. Come e quanto crede possano essere possibili soluzioni pacifiche affinché si ponga fine agli attacchi?

L’espressione terza guerra mondiale ripresa dal  mio libro “Islam, siamo in guerra” (pubblicato nel 2015)  è un’espressione che è stata usata anche da  Papa Francesco , quindi non ho il copyright di questa affermazione; sicuramente oggi ci troviamo in un contesto dove il terrorismo islamico è così  privatizzato e globalizzato da essere ormai  autoctono ed endogeno in Europa, cioè chi perde tra le efferate stragi che insanguinano  le città europee sono prevalentemente terroristi islamici con nazionalità europee ossia cittadini europei,  ciò di conseguenza  rende questa guerra particolarmente insidiosa poiché si tratta di giovani tutelati dalle nostre  leggi;  si tratta di persone che conoscono i nostri paesi le nostre culture e le nostre lingue, precipitati in una tale  deriva in quanto soffrono di una crisi di identità.   Amano la dimensione materiale ( la modernità) dell’Occidente ma rifiutano  quella  spirituale ovvero l’identità dei valori, quelli che offrono un senso compiuto alla propria esistenza. Sono due pertanto gli obbiettivi che dovremmo porci:

Il  primo è quello di sconfiggere militarmente il modo diretto in cui attentano alla nostra vita;  coloro che ci massacrano disconoscendo la sacralità della vita propria e di quella altrui.

Mentre, il secondo o obiettivo è di tipo strategico dove l’impegno culturale (che è quello fondamentale ) è di poter riuscire a scardinare quella che è la vera arma del terrorismo islamico,  ovverosia : il  lavaggio del cervello, una forma di plagio  che trasforma le persone in robot delle morte. Dunque,  per raggiungere questo obiettivo  bisogna conoscere l’Islam, conoscere ciò che Allah descrive nel Corano e  conoscere ciò  che ha detto e  fatto Maometto (fondatore dell’Islam) perché è su questi presupposti e su questi contenuti che si pratica il “lavaggio del cervello”.

 “Siamo in guerra”  purtroppo non è solo il titolo  del mio libro  ma è anche l’espressione letterale pronunciata dall’ex   presidente della Repubblica francese  Francois Hollande  la sera del 13 novembre 2015 quando Parigi fu insanguinata dalle stragi del Bataclan, dello stadio ,dei caffè  Hollande alle tv di tutto il mondo  disse letteralmente “ Siamo in guerra” , pertanto bisogna combatterla non ci sono fughe mentali dalla guerra o scorciatoie di altro tipo, come ad esempio  quella pacifica.

  • Quali sono gli aggettivi che a suo avviso meglio descrivono il pensiero della Fallaci sul fondamentalismo islamico e sull’Islam in generale?

La Fallaci è stata la prima che ha avuto l’onestà intellettuale e il coraggio umano  di affermare che la radice del male non è solo e non è tanto il terrorismo islamico o il radicalismo islamico ma è l’Islam che si sostanzia in  ciò che Alla ha scritto nel Corano e di ciò che ha fatto e detto Maometto, quindi  il pensiero di Oriana è stato sicuramente previdente. Oggi noi siamo costretti a guardare in faccia la realtà dell’Islam, e Oriana  è stata coraggiosa e intellettualmente onesta nonché la voce, che più di altre, è riuscita (con la sua straordinaria capacità di scrittura)   a scuotere le nostre coscienze per farci toccare con mano l’efferatezza e la gravità del terrorismo islamico.

  • Quali i tratti salienti di “Io e Oriana”?  Crede possa esserci una seconda edizione?

Il libro è una storia completa, non è una storia in evoluzione, è la storia dell’ amicizia che mi ha unito alla Fallaci da 2003 al 2004 . È un racconto, una vicenda straordinaria della mia vita, di come è nato il nostro rapporto, come si è sviluppato, come siamo arrivati a scrivere insieme questo  libro e  le ragioni per le quali non è stato più pubblicato. Un libro che racconta  ciò che ci ha unito e allo stesso tempo  differenziato quando all’epoca ero ancora musulmano; un testo con il quale siamo riusciti a mettere   a confronto il suo pensiero con il mio su quei temi tanto attuali  che riguardano l’Islam il terrorismo islamico e l’immigrazione.

Dora Dibenedetto per  www.barlettalive.it/news/cultura/io-e-oriana-intervista-a-magdi-allam-sul-suo-libro-presentato-a-bisceglie

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