Crowdfunding: Rezz.it finanziamenti dal basso per “combattere” la crisi del terzo settore

Siamo ormai nell’era di Internet e con l’espandersi esponenziale dell’uso del web, nasce il crowdfunding! Cos’è? Si tratta di un metodo di  per progetti specifici che utilizza quale canale esclusivo la rete. Funziona con il meccanismo “Tutto o niente”: si fissa un target monetario da raccogliere in un tempo stabilito. Se entro la scadenza fissata tale obiettivo viene raggiunto le somme promesse dai donatori vengono trasferite sul conto del progettista ed in cambio quest’ultimo si impegna a dar loro delle ricompense.  Insieme al crowdfunding c’è anche il crowdsourcing, che è piuttosto  un processo collaborativo dal basso che permette agli utenti di partecipare attivamente alla progettazione, sviluppo e realizzazione di un’idea. A tal proposito è “doveroso” parlare  di Rezz.it, ovvero  una piattaforma totalmente gratuita di crowdfunding e crowdsourcing esclusivamente dedicata al terzo settore pugliese. E’ gestita dall’associazione Givemepuglia, la quale offre uno spazio sulla piattaforma www.rezz.it supportando le associazioni e le cooperative sociali nell’elaborazione della campagna di raccolta fondi e nella promozione della stessa. Rezz.it che è  dunque, crowdfunding sociale ma non solo: il sito, infatti, ospita anche uno spazio dedicato ad una community con l’obiettivo di generare meccanismi di cittadinanza attiva dando l’opportunità agli enti di stringere relazioni e creare partenariati. Maggiori dettagli in merito ci sono stati forniti dalla dr.ssa Valentina Angelino promotrice del progetto “Rezz” e presidente dell’Associazione di promozione sociale Givemepuglia .

Foto Valentina

logo rezzDr.ssa Angelino ci spieghi nel dettaglio come è nata e quando è nata  l’idea che ha portato alla realizzazione  di www.rezz.it? Ad oggi quanti utenti ogni giorno si collegano alla vostra piattaforma? E  quanti progetti di natura “sociale” sono stati sin ora realizzati grazie al vostro sito?

L’idea è nata nel 2012 dalla mia curiosità e dai momenti di “ozio creativo” che mi hanno portato a scoprire questo meccanismo di finanziamento dal basso così utilizzato all’estero. In Italia è uno strumento che stenta ancora a decollare anche se negli ultimi 2 anni ha visto enormi miglioramenti. La nostra piattaforma è molto giovane, il sito www.rezz.it, infatti, è online da soli 3 mesi. Al momento i progetti pubblicati sono 4 (ma altri sono in via di lancio) e gli iscritti alla community più di 50. Fino ad ora nessuno progetto di quelli giunti a scadenza ha raggiunto l’obiettivo fissato ma dobbiamo avere pazienza e insistere soprattutto nella comunicazione: si tratta, infatti, di uno strumento molto innovativo e la gente, purtroppo, diffida ancora troppo delle donazioni online.

 La vostra è una piattaforma web di crowdfunding e crowdsourcing  dedicata alle associazioni e alla cooperative sociali pugliesi,  la vostra è di sicuro un’idea innovativa qui in Italia e  nello specifico in Puglia, ma da dove  e da chi avete preso spunto?

Lo spunto è venuto fuori dalla semplice constatazione della situazione di enorme difficoltà che in questo momento di crisi il terzo settore sta vivendo più di ogni altro. I componenti della nostra associazione provengono tutti da ambienti molto vicini ad associazioni e cooperative sociali. Le altre piattaforme di crowdfunding generaliste offrono uguale spazio a progetti di start up o progetti sociali. Noi, invece, abbiamo ritenuto opportuno concentrarci sul settore che più aveva bisogno di sostegno. Tra l’altro, il nostro sito offre una possibilità del tutto nuova: oltre che donazioni in denaro, possono essere effettuate anche donazioni in termini di ore di lavoro volontario e ciò per andare incontro anche a quei donatori in difficoltà economiche ma che comunque vogliono impegnarsi e dare il loro contributo.

Crede che il crowdfunding potrà decollare ulteriormente nel tessuto socio-economico locale? E su quali presupposti dovrà basarsi il suo sviluppo?

Come dicevo, purtroppo nel nostro Paese lo strumento è ancora un fenomeno di nicchia, per non parlare del nostro territorio nel quale è pressoché sconosciuto. Da parte nostra c’è l’impegno a diffonderlo il più possibile mostrando i vantaggi che una campagna di crowdfunding può offrire anche e soprattutto in termini di visibilità. Permette, infatti, ai progettisti (associazioni culturali, di promozione sociale, sportive, cooperative sociali…) di diffondere maggiormente la loro iniziativa e di conseguenza di rendere più conosciuto il loro ente. Pertanto, credo che il crowdfunding sia un fenomeno che può soltanto crescere. Fondamentale, però, dovrà essere anche l’aumento di fiducia dei potenziali donatori negli strumenti di pagamento online.

Qual è il suo auspicio per il futuro di Rezz?  Perché  Rezz e  cosa significa questa denominazione?

Rezz.it è  un progetto realizzato a seguito della partecipazione al Bando Principi Attivi 2012 – Giovani idee per una Puglia migliore –  nel quale si è classificato al 4° posto su quasi 2.400 progetti candidati. Il nostro progetto vanta partner di eccellenza – Legacoop Puglia, Arci Puglia e Confcooperative Puglia – che credono in noi e nelle nostre potenzialità di sviluppo. Rezz.it eroga servizi gratuiti e non produce ricavi, speriamo, dunque, di poter trovare ulteriori fondi per proseguire nel nostro lavoro anche oltre l’anno progettuale nel quale godiamo del finanziamento regionale. Quanto al nome Rezz si è pensato di cercare un termine che prendesse spunto dal dialetto pugliese e che avesse allo stesso tempo un suono breve e incisivo. L’idea da comunicare, alla base del progetto, è il senso di comunità, l‘importanza di fare “rete”. “Rezz” significa rete, appunto. Si è pensato, poi, di aggiungere al nome il payoff “La Puglia messa in rete”: una frase sintetica e memorizzabile che gioca con l’idea di “mettere in rete” i pugliesi, facendo un ultimo riferimento al doppio significato di “rete” alla base del logo.

 Dora Dibenedetto

 

 

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